f o t o p o l i
Menu ricerche

R I C E R C H E
FRANCO MARTELLI ROSSI

Pagina 1    -> Pagina 2

LONG VEHICLE (1983 - 1985)
 
Fotografarla è stato un piacere.
Esasperatamente purificata nella sua anima, la macchina targata LONG VEHICLE, esprime la sua aria, il suo carattere più insito.
L'aspetto metallico e sintetico, il colore denso che copre ogni essenza storica, la scintillante e immobile luminosità: tutto appare preciso, pulito, perfettamente in equilibrio.
E' vero. In LONG VEHICLE c'è poca Realtà, poca Storia.
Ma fotografarla è stato bello. Come in un sogno.
Per me,  LONG VEHICLE è come una stella nell'opaco cielo notturno: semplicemente, un punto di luce.
 
 
STRADA (1986 - 1987)
 
La strada è un mondo con un equilibrio tutto suo, un suo sistema di leggi, una sua materia e le sue divinità.
Come un alieno approdato in un pianeta sconosciuto, l'ho guardata da sopra, da sotto e di lato.
Ho capito che dentro di lei c'è un rapporto alto-basso, sopra-sotto, che testimonia una parte dominante e una subordinata ad essa, in definitiva una sorta di legge interna al mondostrada.
Guardandola dall'alto ho notato che esprime la sua vita con oggetti che si muovono e sfuggono mentre, guardandola verso l'alto, attraverso sacri segnali guida, ho intuito le sue divinità: Totem di una presenza lontana.
 
 
MACCHINE (1988 - 1990)
 
Non so quando cominciò. Ma l'uomo le ha sempre desiderate, e da quando sono nate, le ha amate fino a volerle possedere e poi rifiutare. Paragonate a esseri viventi dotati della più umana ma meno tangibile delle virtù, l'anima, le macchine hanno spesso affascinato e turbato. C'è chi ha raccontato le storie di un maggiolino (non l'insetto!), macchina "tutta matta"; chi le vicende della ben poco dolce Cristine, macchina dal carattere più che infernale; e chi, tra ritmate percussioni, ha musicato Sex-machine, eloquente danza erotica soul.
Anch'io, penetrando nel mondo delle macchine, mi sono sentito disorientato ma profondamente coinvolto. Attratto da epidermidi gialle, blu e rosse, mi sono avvicinato, le ho toccate e annusate.
Ho sentito il loro odore, a volte il profumo.
Ho visto le loro ferite e, in quelle più profonde, un sangue rappreso.
Ho visto i loro occhi, e ho avuto la sensazione di capire il ciclo del tempo, la vita e la morte.
Ho fantasticato sulle loro possibili storie, su ciò che avevano fatto, su quanto avevano vissuto e su chi avevano conosciuto.
Ma poi, alla fine, cercando il cuore ho trovato solo una molla, e voltandomi, sulla pellicola impressionata, ho visto solo me stesso.
 
-> Pagina 2
 
-> Biografia Franco Martelli Rossi
 
-> RICERCHE - Stefano Tubaro

ricercheFMR1.JPG
ricercheFMR2.JPG
ricercheFMR3.JPG
ricercheFMR4.JPG
ricercheFMR5.JPG
ricercheFMR6.JPG
ricercheFMR7.JPG
ricercheFMR8.JPG
ricercheFMR9.JPG

© 2001  f o t o p o l i  - www.fotopoli.it